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L'utilizzo delle microspie e il diritto alla riservatezza

Comunicati Stampa

L'utilizzo delle microspie e il diritto alla riservatezza

Il reato di interferenza illecita nella vita privata e la liceita’ dell’utilizzo di microspie.

Il reato di interferenza illecita nella vita privata è disciplinato dall’art. 615 bis c.p. e mira alla repressione delle incursioni abusive nella vita altrui, al fine di tutelare i diritti inviolabili sanciti dagli artt. 2 e 14 della Carta Costituzionale e, in particolare, il diritto alla riservatezza, sempre più minacciato dall’evoluzione delle moderne tecnologie.

Con tale previsione normativa il legislatore ha inteso privilegiare la privacy e la riservatezza dell'individuo, a condizione che l'attività di intrusione, che può avvenire anche effettuando riprese fotografiche, videoregistrazioni o registrazioni audio, sia di per sé indebita, ovvero manchi una qualsivoglia ragione giustificativa della condotta dell'agente e che sia, dunque, finalizzata alla sola intrusione nella vita privata altrui.

I luoghi nei quali l'interferenza nell'altrui vita privata assume rilevanza penale sono delimitati dall’art. 614 c.p., che indica come luoghi nei quali il reato può essere consumato “l’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi”.

Non sono, dunque, tutelati dall’art. 615 bis c.p. i luoghi pubblici, quelli aperti al pubblico e i luoghi che, sebbene non siano aperti al pubblico, restano esclusi dalla nozione di “altro luogo di privata dimora o di appartenenza”, come il parcheggio e l’ingresso condominiale.

Le condotte idonee a configurare il reato in esame possono estrinsecarsi nell’installazione di microspie, registratori e videocamere occultate, quando tali strumenti vengono posizionati nei luoghi tutelati dall’art. 615 bis c.p.

Al fine di ricercare, individuare ed eliminare la presenza dei suddetti dispositivi, è possibile ricorrere ad una bonifica ambientale, consistente in una procedura meccanica e tecnologica volta a rilevare sistemi di ascolto e/o intercettazione. Possono essere sottoposte a bonifica, oltre alle abitazioni private, i veicoli e i luoghi di lavoro. Relativamente alla metodologia utilizzata, occorrerà procedere sia ad una ricognizione visiva, che all’uso di strumenti dedicati che permettono di rilevare la presenza di eventuali microspie.

Il Gruppo Investigativo – Investigazioni Private e Sicurezza è la prima società in Italia a codificare e certificare l'intervento di bonifica ambientale. Il Gruppo è proprietario del marchio T.I.S.P. System® (TREATHS IDENTIFICATION and SECURITY PLAN). Il metodo innovativo che permette di conoscere le minacce e le criticità di sicurezza presenti nei luoghi esaminati. L’attività di ricerca dei sistemi d’intercettazione audio/video/dati è associata alla procedura di analisi delle criticità di sicurezza. Il metodo T.I.S.P. System® nasce dall’esperienza ventennale dei suoi ideatori nel settore delle contromisure elettroniche e della rilevazione di microspie (c.d. cimici). Abbiamo conseguito certificazioni professionali per la ricerca di dispositivi d'intercettazione e per la sicurezza delle informazioni presso il Center For Technical Security Research Electronics International di Algood, TN, United States of America - il più prestigioso centro di preparazione mondiale per enti governativi e security company accreditate.

Il rinvenimento dei predetti dispositivi in un’abitazione privata, costituisce una violazione dell’art. 615 bis c.p. se installati all’insaputa di chi vi abita, mentre, per quanto riguarda l’eventuale installazione dei medesimi strumenti nei veicoli, le implicazioni sono differenti. In diverse occasioni, infatti, la Corte di Cassazione ha statuito la liceità dell’installazione delle apparecchiature in questione nell’auto che si trova sulla pubblica via. La Corte ha ritenuto che il mezzo che non si trova in un luogo di privata dimora (es. parcheggio interno al cortile di casa), ma si trova, parcheggiato lungo una via o in un parcheggio pubblico, non può essere assoggettato alla tutela dell’articolo in oggetto, pertanto, l’installazione di microspie o registratori all’interno dell’abitacolo dell’auto non integra il reato di interferenza illecita nella vita privata.

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