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La concorrenza sleale e parassitaria

Concorrenza sleale e parassitaria: quando si verifica, quali sono le differenze e come è possibile difendersi?

 
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La concorrenza sleale e parassitaria

Concorrenza sleale e parassitaria: quando si verifica, quali sono le differenze e come è possibile difendersi?

Concorrenza sleale: concetti base

La disciplina normativa della concorrenza e i profili sanzionatori della concorrenza sleale sono rintracciabili nella Costituzione, nel Codice civile, nel Codice penale, nel Codice della Proprietà Industriale e nello Statuto dei Lavoratori (legge 300/1970). 

L’ordinamento italiano tutela l’iniziativa economica privata riconoscendo una libertà di concorrenza, seppure nei limiti stabiliti dalla legge, agli imprenditori. 

La norma di riferimento è l’art. 2598 c.c. secondo il quale compie atti di concorrenza sleale chiunque:

  1. Usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l'attività di un concorrente. Si parla in questo caso di concorrenza per confondibilità
  2. diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull'attività di un concorrente, idonei a determinare il discredito o si appropria di pregi dei prodotti o dell'impresa di un concorrente. Si parla di denigrazione o appropriazione di pregi

L’articolo 2598 c.c. prevede poi una clausola generale per la quale rientra nella fattispecie di concorrenza sleale la condotta di chiunque si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l'altrui azienda.

La principale condizione di sussistenza perché vi sia slealtà è che vi sia, prima di tutto, concorrenza: deve quindi ricorrere tra le due parti una comunanza di clientela, effettiva e potenziale. 

Cosa si intende per concorrenza sleale: definizione

La concorrenza sleale si riferisce al compimento di atti “non conformi ai principi della correttezza professionale e idonei a danneggiare l’altrui azienda”, come definito dall’art. 2598 del Codice civile. Questa previsione è essenziale per limitare la libertà di iniziativa economica e garantire che la competizione di mercato tra aziende sia caratterizzata da correttezza e lealtà. In altre parole, la concorrenza sleale consiste nel compimento di azioni vietate dal legislatore che causano un danno ingiusto a un’azienda o inducono in errore il consumatore.

In particolare l’articolo 2598 del codice civile definisce tre tipi di atti di concorrenza sleale con i quali un soggetto arreca un danno ad un concorrente operante nel medesimo settore, o vi trae un indebito vantaggio:

  1. Atti di confusione: è colpevole di concorrenza sleale chi usa nomi o segni distintivi che siano idonei a produrre confusione nel consumatore
  2. Atti di denigrazione, appropriazione e vanteria: diffusione di notizie tendenziose e apprezzamenti diffamanti sui prodotti e sulle attività di un concorrente che possono determinare discredito degli stessi
  3. Atti contrari alla correttezza professionale: qualsiasi altro atto, implicito o esplicito, non conforme ai principi di correttezza professionale (stabiliti nell’art. 1175 c.c.)  con cui si rechi danno ad un’impresa concorrente.

I tipi di concorrenza sleale: diacronica e sincronica

La concorrenza sleale può manifestarsi in forma diacronica, quando cioè l’imitazione avviene ad ogni operazione dell’azienda concorrente, oppure in forma sincronica quando avviene in un breve lasso di tempo rispetto dall’ultima iniziativa del competitor. 

Lo ha stabilito, anche in questo caso, una sentenza della Cassazione che ha inoltre specificato come per “breve lasso di tempo” deve intendersi un arco temporale per tutta la durata del quale l’ideatore della nuova iniziativa ha ragione di attendersi utilità particolari dal lancio della novità, ovvero fino a quando essa è considerata tale dai clienti.

La concorrenza parassitaria: cos’è e come si manifesta

La concorrenza parassitaria è una forma di concorrenza sleale che si manifesta nel caso in cui un’azienda concorrente non si limita a copiare un prodotto o un servizio già proposto da altra azienda ma agisce appunto in modo “parassitario”, copiandone e imitandone le strategie, le tecniche di marketing, le campagne pubblicitarie o di comunicazione. Perché si possa parlare di concorrenza parassitaria occorre che le condotte siano ripetute nel tempo e, di fatto, seguano pedestremente quelle di un’altra azienda che opera nello stesso settore economico a distanza di poco tempo. 

Lo ha specificato bene la Corte di Cassazione con una sentenza del 2020, stabilendo innanzitutto che tali condotte rientrano nel punto 3 dell’art. 2598 c.c. e che si manifestano attraverso un continuo e sistematico operare sulle orme dell’imprenditore concorrente, mediante l’imitazione di rilevanti iniziative imprenditoriali, in un contesto temporale prossimo all’ideazione dell’opera.

L’obiettivo dell’azienda “parassita” è quello di generare confusione a proprio vantaggio, determinando quindi un danno economico per il concorrente, ma anche di beneficiare della rinomanza e della reputazione dello stesso. 

Esempi di concorrenza parassitaria 

La concorrenza parassitaria è quindi una pratica commerciale scorretta che comporta il vantaggio indebito ottenuto sfruttando il lavoro, l'innovazione e la reputazione di altre aziende. 

Questa condotta si manifesta attraverso vari comportamenti, tra cui l’imitazione delle attività o iniziative di un concorrente, la copia di prodotti o servizi senza apportare alcuna innovazione significativa, e l'uso illecito delle informazioni riservate di un’altra azienda.

Di seguito, alcuni esempi concreti di concorrenza parassitaria:

  1. Imitazione delle attività o iniziative di un concorrente: Un esempio classico è rappresentato da un'azienda di abbigliamento sportivo che lancia una nuova linea di prodotti simile a quella di un concorrente affermato, replicando lo stile delle campagne pubblicitarie, le strategie di marketing e persino gli eventi promozionali. Sebbene possa sembrare una normale competizione, quando l’imitazione è eccessiva e intenzionalmente confonde i consumatori, si entra nel campo della concorrenza parassitaria.
     
  2. Copiare prodotti o servizi di un'altra azienda senza apportare alcuna innovazione significativa: Un caso concreto potrebbe essere quello di una casa automobilistica che riproduce esattamente il design di un modello di successo di un altro marchio, utilizzando materiali e componenti di qualità inferiore. La mancanza di innovazione e l’adozione di elementi distintivi del prodotto originale fanno sì che i consumatori possano confondere i due marchi, danneggiando la reputazione dell'azienda innovativa.
     
  3. Sfruttare il nome, la reputazione o il marchio di un competitor per promuovere i propri prodotti o servizi: Immaginiamo un produttore di elettronica di consumo che utilizza un logo e un nome molto simili a quelli di un famoso brand di smartphone per vendere i propri dispositivi. Questa pratica non solo inganna i consumatori, ma sfrutta anche la reputazione costruita dal concorrente per ottenere un vantaggio commerciale senza investire in qualità o marketing.
     
  4. Utilizzare in modo illecito le informazioni riservate di un’altra azienda: è il caso di un dipendente che, passando a un'azienda concorrente, porta con sé segreti commerciali, piani strategici o informazioni sui clienti. Questo permette alla nuova azienda di utilizzare queste informazioni a proprio vantaggio, senza aver sostenuto gli investimenti e gli sforzi necessari per ottenere tali conoscenze.
     
  5. Creare annunci pubblicitari ingannevoli o fuorvianti: Consideriamo un’azienda di cosmetici che promuove i propri prodotti utilizzando claim pubblicitari che suggeriscono falsamente che i loro prodotti siano equivalenti a quelli di un marchio rinomato, senza che ci siano effettivamente prove o certificazioni a supporto. Questo tipo di pubblicità può indurre i consumatori a credere che stiano acquistando un prodotto di qualità comparabile, quando in realtà non è così.

In tutti questi casi, la concorrenza parassitaria rappresenta un danno significativo non solo per le aziende vittime di tali pratiche, ma anche per i consumatori, che vengono ingannati e privati della possibilità di fare scelte informate. Le normative e i controlli in materia di concorrenza sleale sono fondamentali per tutelare il mercato e garantire un ambiente competitivo equo e trasparente.

Come difendersi dalla concorrenza sleale e parassitaria

L’azienda vittima di concorrenza sleale e parassitaria può esperire due contromisure di fronte al verificarsi dell’attività illecita. 

La prima azione è la richiesta, da formularsi mediante un ricorso urgente, di un’inibitoria immediata dell’attività parassitaria che determini la cessazione della condotta. La seconda prevede invece, una volta esaurita l’attività parassitaria, la richiesta di risarcimento del danno. Nel primo caso non vi sarà un risarcimento economico ma soltanto una pronuncia da parte del giudice che determinerà l’obbligo di interrompere immediatamente la pratica parassitaria. 

Inoltre per difendere la propria impresa da atti di concorrenza parassitaria o concorrenza sleale e tutelare il patrimonio aziendale, la legge consente di avvalersi dell’operato di agenzie investigative, al fine di individuare i colpevoli e le dinamiche dell’illecito, oltre a provare con valore legale quanto avviene, al fine di ottenere l’interruzione delle pratiche lesive e il risarcimento dei danni. 

Attraverso indagini aziendali approfondite è possibile analizzare le attività di soci e collaboratori, oltre agli eventuali legami con aziende concorrenti, investigando su storni e sviamenti della clientela, verificando la corretta applicazione del patto che delimita la concorrenza e indagando sulla tutela di marchi e brevetti. 

L’Agenzia Investigativa Dogma S.p.A, operante su tutto il territorio italiano e a livello internazionale con le sedi di Torino, Milano, Roma, Londra e New York, svolge indagini approfondite e dettagliate, grazie ad un team di agenti ed analisti altamente qualificati, al fine di verificare eventuali atti di concorrenza sleale da parte di ex dipendenti o collaboratori, tutelando il patrimonio dell’azienda ed accompagnandola, attraverso la raccolta di prove documentali e testimoniali, fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato

Per ricevere una Consulenza riservata e Gratuita in tema di Concorrenza sleale e parassitaria, Chiama il Numero Verde 800 750 751, oppure, utilizza il modulo presente sulla pagina per inviarci una richiesta di preventivo. Puoi anche chattare direttamente con i nostri operatori!

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