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Le investigazioni difensive nella revisione dei processi penali

Comunicati Stampa

Le investigazioni difensive nella revisione dei processi penali

La revisione di una sentenza con l'ausilio delle indagini difensive.

La revisione è un mezzo di impugnazione c.d. straordinario, esperibile senza limiti di tempo e posto a favore dei condannati in un’ottica di favor rei, traducibile nell’applicare all’imputato o al condannato il trattamento più favorevole. La straordinarietà di questo mezzo di impugnazione è giustificata dalla tassatività dei casi in cui lo si può azionare, disciplinati dall’art. 630 c.p.p., tra i quali è previsto che la revisione possa essere richiesta quando sopravvengono nuove prove che da sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato debba essere prosciolto. Come precisato dalla Corte di Cassazione, per prove nuove devono intendersi non solo le prove sopravvenute e quelle scoperte successivamente, ma anche quelle non acquisite nel precedente giudizio oppure acquisite, ma non valutate, purché non dichiarate inammissibili o ritenute superflue dal giudice, indipendentemente dal fatto che l'omessa conoscenza sia o meno imputabile al comportamento processuale negligente o doloso del condannato.

I soggetti legittimati a proporre l’azione in oggetto, sono individuati nell’art. 632 c.p.p. nella persona del condannato o un suo prossimo congiunto o il tutore o, se il condannato è deceduto, l’erede o un prossimo congiunto. È altresì legittimato il procuratore generale presso la Corte di Appello nel cui distretto è stata pronunciata la sentenza di condanna.

Impulso notevole alle istanze di revisione del processo trova fondamento nell’approvazione, nel 2000, della disciplina delle investigazioni difensive con le quali si è data la possibilità anche al difensore, con i criteri e le modalità previste dagli articoli 327 bis c.p.p. e seguenti, di ricercare elementi di prova utili al suo assistito. Le stesse possono essere svolte in qualsiasi tempo, in qualsiasi momento, e quindi in ogni stato e grado del processo, anche prima e al di fuori dello stesso.

Tale possibilità discende dal disposto del comma II del predetto articolo, che prevede esplicitamente la possibilità di svolgere investigazioni difensive “per promuovere il giudizio di revisione.

Il difensore, nella ricerca di prove utili da porre a sostegno di una eventuale azione di revisione del processo per scagionare il proprio assistito oramai condannato, potrà quindi avvalersi della collaborazione di un investigatore privato autorizzato (che possiede una specifica autorizzazione a svolgere indagini in ambito penale).

Le attività di investigazione che il difensore e l’investigatore privato possono effettuare sono qualitativamente elevate e quantitativamente diversificate, tali da poter risultare efficaci e, a volte, decisive, specie quando necessarie per promuovere un’azione di revisione, volta a determinare il proscioglimento del proprio assistito quando erroneamente condannato.

Queste consistono generalmente nel conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili (le cui dichiarazioni saranno acquisite secondo un preciso protocollo) non emerse nel corso del processo; nell’accedere per visionare lo stato dei luoghi e delle cose oppure per descrivere le stesse o per eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici e audiovisivi anche in luoghi privati o non aperti al pubblico precedentemente non rilevati; in pedinamenti, appostamenti, riprese fotografiche e cinematografiche e tutte le attività idonee all’accertamento dei fatti per cui si procede non emersi o comunque non posti a fondamento della sentenza di condanna.

Le prove raccolte potranno fare ingresso nelle apposite sedi giudiziarie, tramite testimonianza dell’investigatore, che potrà essere sentito, nel contraddittorio tra le parti, in merito all’attività svolta.

L'agenzia investigativa Gruppo Investigativo, presente con proprie sedi a Milano e Torino, ha le autorizzazioni e le competenze per svolgere indagini difensive nell'ambito del processo penale.

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