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Travel Security

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Travel Security

Misure di sicurezza e prevenzione, che l'azienda deve considerare, per i dipendenti impegnati all'estero.

La nozione di Travel Security comprende tutti quegli aspetti che un’azienda deve quotidianamente considerare ed affrontare riguardo al sistema di gestione della sicurezza del personale dipendente viaggiante.

Giova osservare che nel nostro ordinamento vige un dovere generale di protezione in capo al datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, che presume che le persone fisiche e le organizzazioni abbiano obblighi legali che impongono loro di agire con prudenza e vigilanza verso altri, per evitare ogni rischio e danno prevedibile. Tuttavia, la realtà italiana presenta ancora molte carenze per quanto riguarda la sicurezza privata, rispetto a quella delle potenze economiche mondiali. Le principali fonti normative che regolano la materia sono l’art. 2087 c.c., l’art. 18 e 30 del D.lgs. 81/2008 e l’art. 6 del D.lgs. 231/01. Inoltre, è sempre più strategica la figura del security manager ed è ormai indispensabile per le aziende, possedere adeguati processi legati al Travel Risk Management.

Per poter meglio comprendere le implicazioni che la Travel Security comporta, occorre intendere come concetto generale di “rischio” l’eventualità che un lavoratore dipendente che viaggia in paesi esteri per l’espletamento delle proprie mansioni possa subire un danno.

I rischi che devono essere presi in considerazione sono molteplici e determinati da differenti situazioni come, ad esempio, terrorismo, guerre, eventi politici, tasso di criminalità, eventi naturali e malattie.

Per potere adottare le più opportune ed efficaci misure di sicurezza e prevenzione, al datore occorrerà predisporre processi di Travel Risk Management  e dotarsi, ad esempio, di una scheda di valutazione del rischio paese, contenente tutte le informazioni relative ai rischi maggiormente ricorrenti nel paese di interesse e ogni altra informazione utile sul tema, come una selezione  degli alberghi presso i quali è consigliabile alloggiare, i vettori aerei certificati, l’indicazione di regole comportamentali precauzionali, l’eventuale necessità di assegnazione di personale di scorta, la dotazione di sistemi di comunicazione e tracking, l’impiego di automezzi protetti e le regole fondamentali di guida sicura.

La materia resta comunque in continua evoluzione e ha subito cambiamenti nel tempo, sia per quanto riguarda il campo di applicazione, che per i beneficiari della suddetta protezione. Per luogo di lavoro si intendeva, infatti, solo il luogo fisico, mentre oggi rientra nella tutela anche il tragitto che il lavoratore percorre per recarsi al lavoro e, più in generale, l’ambiente circostante. Inoltre, beneficiano della protezione anche alcuni dei famigliari del lavoratore e non solo più quest’ultimo.

Nonostante le tutele sempre crescenti, continuano a non mancare gli episodi di cronaca nera che vedono protagonisti i lavoratori viaggiatori all’estero.

Qualche tempo fa, le pagine dei giornali sono tornate ad affrontare l’argomento a seguito della decisione della Procura di Roma che ha accusato i vertici della società petrolifera Bonatti S.p.a. di Parma di concorso all’omicidio colposo di due operai che si trovavano il Libia.

La triste vicenda era iniziata il 19 luglio del 2015, quando i sig. ri Salvatore Failla, Fausto Piano, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, tecnici della suddetta società, sono stati sequestrati da gruppi armati in Libia, mentre si stavano dirigendo presso il compound Eni per lavoro. Nel febbraio dell’anno successivo, in un conflitto a fuoco, riuscivano a liberarsi e a tornare in Italia solamente Pollicardo e Calcagno, mentre restavano uccisi nello scontro Failla e Piano.

A seguito di tale vicenda, partivano immediatamente le indagini della Procura volte a verificare se fossero state adottate e rispettate tutte le misure di sicurezza necessarie ad assicurare la tutela dei quattro lavoratori.

A complicare ulteriormente la situazione, proprio nel periodo del sequestro, l’ambasciata italiana era stata chiusa e la Farnesina, alla luce di un peggioramento delle condizioni socio-politiche, aveva invitato le società italiane impegnate in Libia ad andarsene o comunque ad elevare le misure di sicurezza a beneficio dei lavoratori. Inoltre, i quattro dipendenti furono sequestrati durante il loro trasferimento a Mellitah, zona interna della Libia in cui sono presenti i cantieri Eni dove operavano e, contrariamente a quanto avvenuto per altri spostamenti, quello del luglio 2015 avvenne su auto con autista e non via nave dall'isola di Djerba, in Tunisia, disattendendo le prescrizioni dei protocolli depositati presso la Farnesina che disponevano che tale spostamento dovesse avvenire via nave.

Pertanto, agli indagati si contesta di aver sottovalutato i rischi della situazione in Libia, malgrado le disposizioni della Farnesina, determinando un concorso colposo all’omicidio dei due lavoratori.

Anche se allo stato non è possibile sapere e prevedere come la vicenda in questione si concluderà e chi sarà effettivamente ritenuto responsabile dell’incidente occorso, è certo che l’attività di Travel Security, purtroppo spesso sottovalutata, resta di fondamentale importanza per le aziende che hanno alle proprie dipendenze personale viaggiante. Inoltre, vista la crescente necessità delle aziende di tutelare i propri lavoratori e a seguito dell’epilogo della vicenda sopra descritta, potrebbe configurarsi una nuova normativa per le procedure di sicurezza nelle imprese.

Dogma fornisce ai propri Clienti con personale impegnato all'estero, schede aggiornate sulla valutazione del rischio paese, procedure e formazione per mitigare i rischi di sicurezza.

La realtà pone domande.
Noi cerchiamo le risposte.

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